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Two years ago, I published my first Android application, called  Colorista . It is a very simple utility that allow people to extract a s...

Two years ago, I published my first Android application, called Colorista.
It is a very simple utility that allow people to extract a synthetic color palette from a photo taken with their smartphone or tablet (tough it has been designed to be used mostly with phones and will not render perfectly on huge screen devices such as those of 10" tablets.
What I want to do with Colorista is providing a basic and straightforward tool to people who work with colours and, at the same time,  practice a little with the Android developer tools. 
Here's what you see when you start Colorista: a minimalistic screen with just a "camera" button, which - surprise! - activates the camera app of your phone.  
When you take a photo, the image is compressed and analyzed by Colorista.
The final result of this analysis, a palette of the dominant colors in you photos is shown. Beneath each color thumbnail of the palette you can read its HTML-friendly, hexadecimal representation and the percentage of it weight in the photo. (0% values are approximations for percentages between 0 and 1%). 
Then, by clicking on a color thumbnail, you get a screen that contains detailed informations about the color you choose. As of version 1.0, Colorista shows info about:

  • HTML friendly representation
  • RGB components
  • CYMK (though approximated, due to loss of data that occurs when converting from RGB to CYMK representations).
  • HSV representation.

    Some months later, I added features like palette sharing, save palette colors, palette sorting by color component and not by percentage of weight.
    Any suggestion about new features, bugs and improvements will be much appreciated!
    You can download Colorista for free on Google Play.

    A big thank you to my old friend Claudio Serra, who created the icon graphic for Colorista!






    Android app on Google Play

    Per chi capitasse qui per caso, ho pensato di aggiungere una lista di tutti i post riguardanti il mio primo viaggio in Giappone del 2007,...


    Per chi capitasse qui per caso, ho pensato di aggiungere una lista di tutti i post riguardanti il mio primo viaggio in Giappone del 2007, che insieme costituiscono un racconto semiserio che l'unica pretesa di riportare le prima esperienza di una persona al suo primo vero impatto con una cultura così diversa dalla nostra. Enjoy!

    Quattro e cinque Ottobre: la partenza

    Kyoto: la passeggiata del filosofo e il Kinkakuji

    Kyoto: il castello di Nijo e il tempio Toji

    Kyoto: il Sanjusangendo e i 1001 Buddha dorati

    Sconosciuti in treno: o sullo Shinkansen da Kyoto a Tokyo

    Tokyo: odissea a Bunkyo-ku

    Tokyo: Akihabara!! - parte prima

    Tokyo: Akihabara! - parte seconda

    Tokyo: Nishi Shinjuku

    Tokyo: Higashi Shinjuku

    Tokyo: Shibuya

    Kamakura

    Kamakura: il grande Buddha

    Kamakura: Hachiman-gu

    Kamakura: Danzakura & Komachi

    Tokyo: Ueno

    Roppongi e la Tokyo Tower

    Tokyo: Yanaka, o una passeggiata inattesa

    Tokyo, Asakusa Sensoji: l'arrivederci che sembra un addio


    Dopo le piccole, meravigliose sorprese dalla passeggiata nella zona di Yanaka , ci siamo diretti verso una dei maggiori monumenti di Tokyo, ...

    Dopo le piccole, meravigliose sorprese dalla passeggiata nella zona di Yanaka, ci siamo diretti verso una dei maggiori monumenti di Tokyo, nella zona di Asakusa, lo spettacolare complesso di templi Sensoji.

    E' difficile, dopo tanto tempo dal giorno in cui lo visitammo, richiamare le emozioni di quell'evento, però posso ricordare una curiosa commistione tra la bellezza e la solennità del luogo e la sua allegra e rumorosa natura turistica, il chiasso proveniente dalle bancarelle di Yakisoba poste lungo la via al tempio - la Nakamise Dori - ricorda un po' la vitalità delle bancarelle alla fine di via della Conciliazione in San Pietro, dove sembra impossibile passare dal brusio della piazza al silenzio delle volte della chiesa. La stessa sensazione, se non maggiore - ti accompagna fino alla soglia del Sensoji.



    L'incrocio antistante la Kaminarimon "porta del tuono"

    Di fronte alla grande porta Kaminari, stazionano sempre dei baldi giovanotti dotati di calzari tradizionali e di quadricipiti ipertrofici, che, per un modico compenso, ti portano a fare un giro in risciò e sono ben disponibili a posare con i turisti per una foto ricordo.

    La porta Kaminari è veramente imponente! La foto qui sotto può rendere l'idea delle dimensioni della grande lanterna appesa alla porta, uno dei simboli più noti del quartiere.


      
    Una volta nella Nakamise Dori, non si può fare a meno di perdersi tra le bancarelle che vendono souvenir per turisti. Non importa che si tratti di oggetti di poco valore, persino kitsch: quando sei agli sgoccioli di un viaggio che non sai se tornerai a fare, quando visiti un luogo per la prima e forse ultima volta in vita tua (*), la voglia di portarti a casa un pezzo di quella esperienza è invincibile e tu non puoi fare altro che altro che arrenderti ad essa.

    Tra i mille ventagli, le washi, gli omamaori, i daruma affiancati da Hello Kitty in kimono e modellini di Gundam (!), noi abbiamo finito con il portarci a casa due yukata, che, con ostinazione più unica che rara, una simpatica vecchietta è riuscita a venderci, sostenendo che sarebbero stati perfetti.

    D'altra parte sono arrivato alla conclusione che, purché si continui a porsi dinanzi alla cultura ed agli usi di un altro paese con il dovuto rispetto, tutto sia lecito: noi in yukata come gli inglesi in costume sardo alla sagra di Sant'Efisio a Cagliari o un giapponese vestito da gondoliere a Venezia. 


    La folla accalcata tra le bancarelle della stretta Nakamise Dori: tale e quale alla Fiera di Cagliari nel giorno di Sant'Efisio!

    Il richiamo della yakisoba saltata sulla piastra era fortissimo, se abbiamo resistito è stato solo perchè ci eravamo rimpinzati da pochissimo!


    Una delle tante bancarelle di prelibatezze locali, tra cui la mia amata Yakisoba

    Una volta entrati nel tempio Sensoji vero e proprio, si è avvolti dal profumo degli incensi bruciati dai visitatori. Avvicinarsi al braciere indirizzarne sul proprio capo i fumi è una sorta  di richiesta di benedizione verso Kannon, l'incarnazione della Misericordia buddista.

    Qui mi verrebbe da fare una considerazione che potrebbe essere pericolosa: molti, specie in occidente, pensano ai giapponesi come un popolo molto neutro nei confronti della religione, ed il modo in cui il sincretismo religioso è diffuso nel paese è visto da taluni occidentali come un aspetto negativo della loro cultura. Non sta a me dare giudizi in questo senso, ma mi piace pensare al fatto che uno straniero come me possa entrare i un tempio, compiere un gesto di una religione non sua e anche indugiare in una preghiera come un segno di tolleranza e di una percezione più ampia, ancorché più impalpabile del sacro.

    Così abbiamo fatto, con emozione, curiosità e il rispetto dovuto al luogo.



    Il complesso del tempio, un insieme di edifici sviluppatosi intorno al corpo centrale a partire dal settimo secolo, ampliato, distrutto da guerre e calamità e ricostruito più volte, come spesso accade in Giappone, è raffinato ed imponente al tempo stesso. 
    Abituati alla grandezza della pietra delle nostre cattedrali, è difficile concepire una pagoda di cinque piani e tanti templi costruiti con il legno come materiale principale.


    L'ingresso del tempio ed il braciere dell'incenso visti dalla soglia dell'edificio principale.



    La loggia interna del tempio è ricca di oggetti votivi e nicchie rivestiti d'oro e di grande fascino, come questo dipinto posto su un pannello del soffitto. Una volta entrati è proibito fotografare, per cui non ho foto più chiare di questa, presa con uno zoom da oltre l'ingresso.


    Se qualcuno conoscesse un buon libro di storia dell'arte Giapponese in Italiano, me lo segnali!
    Asakusa offre molto altro al visitatore oltre al Sensoji ed è uno dei luoghi in cui vorremmo tornare nel caso di un secondo viaggio in Giappone, magari in occasione del Sanja Matsuri, la grande festa  dei tre templi che si tiene ogni anno nella terza settimana di Maggio. Se qualcuno di voi si trovasse a Tokyo in quel periodo, non può perdersi il rombo dei grandi tamburi tradizionali che rendono carica di forza ed emozione la festa ed il posto!

    (*) Allora non potevo saperlo, ma saremmo tornati - oh, se saremmo tornati - sette anni dopo, questa volta con una nuova persona da introdurre alle meraviglie di questo incredibile paese; ma questa è davvero tutta un'altra storia.

    L'ultimo giorno completo della nostra permanenza in Giappone lo dedicammo ad una zona di Tokyo relativamente poco battuta dai turisti,...

    L'ultimo giorno completo della nostra permanenza in Giappone lo dedicammo ad una zona di Tokyo relativamente poco battuta dai turisti, Yanaka. Yanaka è ufficialmente parte del più ampio distretto di Taito, vicino alla stazzione di Nippori della Yamanote line, ma molti chiamano semplicemente così la zona intorno all'omonimo grande cimitero, lo Yanaka  Bochi (谷中墓地).

    Il cimitero rappresenta un grande polo di attrazione durante il periodo dello Hanami, quando le persone si radunano per ammirare i ciliegi in fiore e trascorrere del tempo in compagnia e serenità, ma in tutti gli altri periodi dell'anno la zona perde ogni attrattiva di tipo turistico per tornare ad una placida normalità. Ed è proprio questo che ai nostri occhi ha reso il posto meraviglioso!
    La zona si sviluppa in orizzontale, e i grattacieli sono solo una minaccia che si staglia all'orizzonte, a distanza di sicurezza da quell'oasi di tranquillità, molte case di tipo tradizionale si possono intravedere attraverso i cancelli di qualche giardino.


    Il cimitero di Yanaka contiene più di 7.000 tombe, tra cui quelle 
    di alcuni famosi scrittori giapponesi.


    Qui, il confine tra le abitazioni private ed i templi non è sempre facile da identificare,  e questo accresce fascino e atmosfera del luogo.
    Queste piccole nicchie con statue del Buddha o un Jizo offrono un momento di raccoglimento e distacco dalla frenesia della giornata, nonostante tutto il caos del mondo circostante sia lì, a pochi passi da te...


    ...poi all'improvviso puoi ritrovarti in un vicolo strettissimo su cui si affacciano ristorantini a gestione familiare o altri piccoli negozi


    Il cimitero sorge vicino al tempio Tenno-ji, in cui si trova una grande statua del Buddha seduto, alta circa 5 metri, immersa tra il verde degli alberi ed il legno scuro degli edifici del tempio.
    Originariamente il Tenno-ji aveva dimensioni assai più ragguardevoli, ma fu gravemente danneggiato  nel 1868, alla fine del periodo Edo, durante le battaglie tra i fedelissimi dello shogun e le truppe imperiali, e col tempo finì per rimpicciolirsi fino alle dimensioni attuali.

    La statua del Daibutsu di Yanaka, creata intorno al 1690
     Yanaka ha la sua brava zona commerciale, la Yanaka Ginza, in realtà poco più di una via di medie dimensioni che taglia in due parte del quartiere. A differenza delle grandi vie dello shopping di Tokyo, non ospita lussuosi negozi monomarca o megastore, ma solo negozi di generi di prima necessità e servizi di base, ristorantini, negozi di piccolo artigianato, tanto da apparire minimale e un po' spartana anche al confronto di analoghe vie presenti in città molto più piccole di Tokyo (come Kamakura). E forse è meglio così: almeno abbiamo potuto vedere un tratto della personalità di Tokyo che va sparendo giorno dopo giorno, qualcosa di diverso dai soliti prodotti che posso trovare in ogni angolo infiocchettato di una grande città in uno qualsiasi dei cinque continenti.

    Yanaka Ginza
    Qui, come in precedenza a Kamakura, ci si può facilmente imbattere nei piccoli avventori dei negozi, che vivacizzano l'ambiente e la giornata di chi li incontra.


    E proprio indugiare in questi luoghi, tenere tra le mani le cartoline fatte con la carta tradizionale e le ocarine di legno, mangiare cibo comprato in un luogo a metà tra la bancarella di un ambulante ed un ristorante è l'esperienza irripetibile che si può fare da queste parti, senza pianificazione o senza guida...come forse ho ripetuto più volte: perdendosi.

    In uno spiazzo tra due villette, ogni tanto osservati da passanti curiosi come noi, questi ragazzi fabbricavano flauti fatti con le canne ed altri piccoli oggetti di artigianato.




    Infine, il vicinato è decisamente cordiale!

    Nel nostro ricordo,  Roppongi   è rimasto impresso come il distretto (fa a sua volta parte di  Minato-ku ) meno piacevole di Tokyo. Avevamo...

    Nel nostro ricordo, Roppongi è rimasto impresso come il distretto (fa a sua volta parte di Minato-ku) meno piacevole di Tokyo. Avevamo preso la Yamanote Line da Shinjuku e, dopo un cambio di linea siamo usciti alla stazione di Roppongi della JR. Mentre salivamo le scale, ci è sembrato subito di notare che la stazione era meno pulita delle altre e, nonostante fossero le 9 del mattino, un ubriaco - presumibilmente americano - barcollava dinanzi a noi mentre salivamo le scale dell'uscita. Cercammo di ignorarlo e, una volta fuori, di orientarci per trovare la Tokyo Tower.

    Siamo sbucati grossomodo qui. Sulla sinistra potete vedere la sopraelevata dell'immensa Roppongi Highway che corre lungo la Roppongi-dori e  taglia tutto il quartiere.
    Ora, il sottoscritto accumula guide e opuscoli sul Giappone dai primi anni '90 e - beata ingenuità - prima di partire, mi feci un poutpourrì di varie guide. Il "caso" - chiamiamolo così - volle che in una di queste guide fosse citata "Almond" come uno dei landmark di Roppongi, nonché luogo di incontro dei giovani. Peccato che la mappa che possedevo e stavo consultando non facesse alcuna menzione della highway!
    Inutile dire che la prima cosa a cui pensi se una titanica autostrada non è sulla tua mappa, è di aver sbagliato l'uscita della metro o di esserti perso (nel nostro caso, non sarebbe stata una novità). In realtà, abbiamo provato a percorrere alcune centinaia di metri e, fortunatamente, ci siamo imbattuti nell'insegna di Almond, la pasticceria-caffè aperta per le olimpiadi del 1964.
    Avevo già pregustato una (seconda) colazione in questo luogo che avevo immaginato come una vera e propria "candyland", una sorta di paese delle meraviglie per chi come me è affascinato dai dolci multicolore, ma sia io che Fede siamo rimasti un po' delusi dalla facciata un po' scura e più dimessa rispetto alle nostre aspettative.

    Inoltre, il nostro "amico" beone anglofono era ancora davanti a noi col suo passo caracollante, e proprio in corrispondenza dell'incrocio con la Gaien Higashi Dori,  assestò un sonoro schiaffone sul sedere di una malcapitata ragazza giapponese, che  non fece niente di più che mostrargli il dito medio. Svoltammo a destra nella Gaien Higashi dori e l'amico ebbe qualche parolina anche per noi. Non capii bene i suoi improperi in un inglese impastato, ma mi sfuggì un commento tra il sardo e l'italiano che diceva all'incirca: "Bellino, già ubriaco dalla mattina presto?". Sopraggiunse però un amico del nostro eroe, che sentita la mia risposta nel dubbio esclamò "What the fuck he says?"
    Decisi che era il caso di allungare il passo. L'ubriaco non destava molta preoccupazione, vista la sua difficoltà a restare in posizione verticale, ma il suo amico era decisamente un marcantonio poco raccomandabile!
    Non si può dire che quest'incontro abbia aiutato a farci una bella immagine di Roppongi, ma è anche vero che l'unica - seppur lieve - molestia avuta in Giappone è stata questa, nonostante a Shinjuku avessimo incrociato spesso e a tarda notte svariati salaryman alticci. 
    E, sarà anche questo un caso, l'inconveniente è capitato con stranieri, che spesso affollano i locali notturni del quartiere, uscendone la mattina dopo in condizioni pittoresche.

    Percorremmo tutta la Gaien Higashi da cui già si intravedeva la sagoma della Tokyo Tower, e dopo una grande curva, arrivammo a destinazione. Forse abituato ai grandi spazi aperti degli Champ-de-Mars e dei vuoti sotto la torre Eiffel, il corpo massiccio del FootTown building mi fece una sgradevole impressione, come quella di un intruso che rovinava un'elegante silhouette.

    Salimmo, fino alla prima piattaforma di osservazione, a circa 150 metri da terra, e il panorama - che immaginavo mozzafiato - era in parte nascosto dal numero crescente dei grattacieli costruiti nella zona. 
    Salire alla prima piattaforma costa 820 yen, più 600 di supplemento se si vuole arrivare all'osservatorio a quota 250 metri. 
    Al cambio di oggi significa più di 11 euro: se siete fotografi affascinati dai paesaggi notturni può valerne la pena, diversamente consiglio il quarantacinquesimo piano del Tokyo Metropolitan Government Building a Shinjuku, potrete amirare Tokyo da 202 metri di altezza gratuitamente (*).

    Per darvi un'idea di cosa potete osservare da 150 metri ecco alcune foto.
















    Un grande cimitero, di cui la foto contiene solo una porzione molto limitata.
















    Una vista sul quartiere, con questo suggestivo edificio in equilibrio tra modenità e tradizione, lo Shakaden,  che ospita il quartier generale dei Reiyukai - a quel ho potuto capire - un'associazione legata al buddismo, ma non strettamente religliosa, risalente al 1920 circa. 


    Infine la famosissima Mori Tower, gigantesco centro commerciale a cuore del controverso quanto spettacolare complesso delle Roppongi Hills, inugurato intorno al 2002. Molti hanno criticato questo intervento edilzio ultra invasivo e ormai fuori tempo massimo per l'era della grande speculazione immobiliare giapponese, tuttavia rimane - oltre ai numerosi locali per expat, tra cui i famosi cabaret club / kyabakura - una delle maggiori attrazioni turistiche del quartiere. 




    Altra cosa carina d fare alla Tokyo Tower, se amate guardare in basso, è mettere piede su una delle due finestre trasparenti. Almeno un brivido irrazionale è assicurato!

    Scesi dalla Tokyo Tower, se non dimenticherete la macchina fotografica a 150 metri di altezza come ho fatto io (grande staff...ritrovata e consegnata in 5 minuti...mi capitò  stesso a Parigi e la malcapitata in 5 secondi sparì ^^), potete assaggiare una colorata e dolcissima crépe nel chiosco accanto alla torre. Per una cifra tra i 400 ed i 500 yen (intorno ai 600 nel 2015),  potete assaggiare doppio gusto , pallina di gelato e sciroppo alla frutta: glicemia e soddisfazione saranno al top!!

    UPDATE: Fede mi ricorda di dirvi che ai piedi della Tokyo Tower c'è un gruppo di statue dedicato ai cani più famosi del Giappone dopo Hachiko, sono i cani da slitta che rimasero in Antartide durante una spedizione del 1958, abbandonati durante una situazione di emergenza, con poco cibo. I cani originariamente erano 13, ma due - Taro e Jiro - sopravvissero e divennero degli eroi. Oggi sono i simboli dell'associazione Giapponese contro il maltrattamento degli animali che, come potete leggere qui, ha molto molto da fare.

    (*) Nel 2014 è stata inaugurata la Tokyo Sky Tree, che con i suoi oltre 600 metri è la torre per telecomunicazioni più alta al mondo e il secondo edificio più alto in assoluto. Alla modica cifra di circa 25 euro si può godere di un punto di osservazione fotografico più suggestivo.

    Il 18 Luglio scorso è stata inaugurata presso la  Mori Art Center Gallery,  sita al 52° piano della Mori Tower a Roppongi Hills, una...





    Il 18 Luglio scorso è stata inaugurata presso la Mori Art Center Gallery, sita al 52° piano della Mori Tower a Roppongi Hills, una monumentale mostra sull'arte di Gundam contenente materiale dalla prima leggendaria serie del 1979 fino a quelle dei giorni nostri.

    Parliamo di oltre mille pezzi che vanno dai disegni preparatori per gli ambienti, al character ed al mecha design, fino ai reperti ed ai memoriabilia della Sunrise.
    Viene proiettato inoltre l'ultimo film prodotto che immagino sia - ma non sono sicuro  "Mobile Suit Gundam the Origin: Artesia's sorrow"

    Fino al 17 Luglio si poteva comprare il biglietto in una speciale prevendita che comprendeva anche il Gunpla Real Grade del classico RX-78-2 in versione trasparente che vedete in foto al prezzo di 4500 yen (32,5 euro al cambio attuale). Il biglietto normale costa invece 2000 yen.



    La mostra durerà fino al 27 Settmbre 2015 e, come è facile immaginare, per la gioia dei collezionisti giapponesi e la corrosione del fegato di tutti gli altri, sarà possibile avere in omaggio o acquistare materiale in anteprima solo se si visiterà la mostra.

    Ad esempio si potranno acquistare altri gunpla trasparenti come questi





    o altro merchandising "limited edition" come magliette, tazze mug, cappellini da baseball e altri simpatici ammennicoli a pernicioso tasso di nerditudo come i Pocky a forma di spada laser o l'acqua minerale a forma di busto di vari personaggi.
    Se non sapete cosa sono i Pocky, eccoli qui sotto.





    Oppure se siete in vena di fare i gangster potete andare in giro con questo appeso al collo:

    Per soli 3.780.000 yen questo gundamino d'oro può essere tutto vostro!


    Poi non dite che non vi avevo avvertito.



    Oltre che per il famoso e splendido parco, Ueno è da considerare importante perchè costituisce un grande centro culturale. Oltre al  TNM , ...

    Oltre che per il famoso e splendido parco, Ueno è da considerare importante perchè costituisce un grande centro culturale. Oltre al TNM, di cui ho già parlato, nella zona occidentale del parco si possono trovare un grande Zoo ed il Tokyo Metropolitan Art Museum, mentre in quella orientale, non lontano dalla stazione di Ueno, ci sono il Museum of Western Art ed il National Science Museum.
    Dal momento che è letteralmente impossibile visitare tutto in un unico giorno, abbiamo dovuto fare una scelta, optando per lo Zoo e per il museo d'arte occidentale. Passare un pò di tempo all'aperto non ci dispiaceva, e devo dire che non sono mai stato un grande fan dei musei scientifici, quindi la scelta è stata abbastanza semplice.
    Mi spiace un pò per il Metropolitan, ma dopo un'overdose di arte ed archeologia asiatica, cambiare un po' ambito era quello che ci voleva per alleggerire questa "giornata ai musei".
    Lo zoo è molto grande e vi si possono trovare molte specie differenti, alcune (ma non tutte) in ambienti abbastanza ampi ed accoglienti, tuttavia non presenta aspetti molto particolari rispetto ad altri zoo sparsi per il mondo. Meritano una nota alcune specie tipicamente orientali, come il cosidetto Panda Rosso (foto di Federica).
    Frugando su wikipedia, ho anche scoperto che in cinese questo animaletto è anche detto "Volpe di Fuoco" ^^.
    Altra specie abbastanza curiosa è questo Lupo Giapponese. Senza offesa per le specie autoctone, che hanno dato al mondo, tra i cani, razze eccezionali come lo Shiba e l'Akita, il lupo nipponico mi è sembrato un pò un animalettoun po'  male in arnese.

    Forse soffriva la cattività, ma l'espressione è indubbiamente triste.
    Vicino all'uscita dello zoo (be', una delle molte), dopo una breve passeggiata lungo la riva del laghetto Shinobazu si trova un piccolo tempio dedicato alla dea Benzaiten, una piccola pagoda su lembo di terra all'interno del lago, ricostruita nel 1957 dopo che il precedente edificio era stato raso al suolo dai raid aerei durante la seconda guerra mondiale.

    Il tempio è abbastanza piccolo ed immerso in un ambiente rilassante, tra file d'alberi e il loto che cresce vicino alla riva del lago.

    Ritornando verso la stazione di Ueno si trova il National Museum of Western Art, o NWWA. Il museo, nato negli anni '60 intorno alla collezione privata di Matsukata Kojiro, è una piccola ma affascinante raccolta di pezzi d'arte occidentale, per lo più italiana, fiamminga e francese. Nonostante il museo sia famoso per lo più per la porta dell'inferno ed il pensatore di Rodin (a cui è dedicata un'intera sala), non mancano opere altrettanto raffinate anche se meno famose.

    Mi sento di consigliare un bel pezzo di arte "controriformata", come la Mater Dolorosa di Carlo Dolci.

    e opere più "moderne", dal ponte di Waterloo di Monet, alle opere - sebbene minori - di Picasso Pollock.
    Almeno due ore di piacevolissimo intrattenimento e si stacco dalle atmosfere puramente giapponesi

     
    Ed ecco cosa trovere ad accogliervi quando arriverete all'ingresso del NMWA.  La foto non rende l'atmosfera di inquietudine di questo capolavoro del francese, una sorta di eredità oscura dello stiacciato donatelliano e della porta del battistero di Firenze ("porta del Paradiso") di  Ghiberti, con le figure dolenti ispirate a Dante, che si sollevano con fatica dal piano nero del bronzo. Sembra che Rodin, in questo bronzo, abbia davvero raccolto il meglio dei due maestri rivali del quattrocento.